Nuotata:

La Rana moderna è caratterizzata da movimenti ondulatori che, come nella nuotata a Delfino, determinano un sollevamento più accentuato delle spalle verso avanti - alto ed un maggiore affondamento delle anche durante la fase di inspirazione.
Il sollevamento delle spalle, come conseguenze di appropriate azioni subacquee, consente tra l' altro un recupero più agevole degli arti superiori.
L' affondamento più accentuato del bacino, al contempo richiede una minore flessione delle cosce.
Ciò rende più veloce il recupero degli arti inferiori e riduce la superficie frontale.
Alcuni nuotatori, più gli specialisti dei 200 metri ed i misti, effettuano una breve pausa tra la fine della gambata e l' inizio della bracciata successiva. Altri adottano coordinazioni con parziale sovrapposizione nelle azioni degli arti: eseguono la prima fase della bracciata prima che la gambata sia terminata.
Nei principianti è consigliabile chiedere una pausa abbastanza accentuata per evitare un errore assai comune, cioè la sovrapposizione delle azioni propulsive.

L' azione delle braccia:

Rispetto agli altri è molto diversa:
il recupero infatti avviene totalmente sott' acqua e la fase di spinta è quase inesistente.

I movimenti degli arti sono simmetrici.

L' azione delle gambe:

Il ranista naturale si caratterizza proprio per l' elevata efficacia del colpo di gambe, che però può essere ben appreso da ogni nuotatore. Attualmente viene utilizzato da tutti i nuotatori il colpo a "frusta" .

La gambata inizia con la coscia in flessione sul bacino, le ginocchia abbastanza ravvicinate ed i piedi più larghi delle ginocchia extraruotanti. La velocità d' azione dei piedi è crescente; il colpo di gambe termina con una forte estensione della gamba sulla coscia ed un movimento semicircolare dei piedi ( quasi una "frustata" ).

La superficie di spinta è rappresentata dalla pianta del piede ed in particolare dal bordo interno.

Per un colpo di gambe efficace è necessaria una discreta mobilità della caviglia e del ginocchio ed una grande sensibilità nell' azione dei piedi.


La respirazione:

La respirazione, se ben effettuata, favorisce la coordinazione. Il movimento della testa verso l' avanti - alto inizia durante la fase di trazione, la stessa emerge poi in maniera esplosiva nel recupero.
E' bene, che il viso ed il tronco restino in acqua durante tutta la fase più propulsiva della gambata. All' inizio di questa azione gli arti superiori sono già completamente estesi.


I consigli tecnici:

- Evitare le pause all' interno della bracciata eseguendo il gesto in maniera "rotonda" , passando, senza soluzione di continuità, dalla fase di trazione interna e quella di recupero.

- Iniziare la fase di trazione esterna con le mani profonde 15/20 cm.

- "Agganciare" bene i piedi all' acqua per ottenere un buon appoggio per la spinta delle gambe.

- Chiedere agli allievi di concentrarsi sull' efficacia del movimento propulsivo ( avanzare!) e non sulle posizioni dei segmenti corporei.

- Chiedere azioni esplosive ( specie alle gambe ).

- Invitare i principianti ad accentuare la pausa dopo la gambata per percepire lo scivolamento.